Ci sono momenti nella vita in cui ci si domanda quale sia la propria identità, cosa sia ciò che ci caratterizza, cosa sia ciò in cui si crede. Questi aspetti cambiano nel tempo, si matura, si evolve, si cambia. Alcuni aspetti rimangono fermi, costanti, intatti nonostante la vita spesso li metta in discussione, li minacci, li danneggi.
Jerry Rubin, politico ed attivista della controcultura degli anni Sessanta, affermava “non ti fidare di chi ha più di 30 anni”. Questa frase mi aveva molto colpito del periodo dell’adolescenza, senza forse ben comprenderla nel suo vero significato, che poi non so neppure se fosse quello che intendeva Rubin.
Quando sei giovane, under 30, si è pieni di entusiasmo per la vita, si crede di poter cambiare ogni cosa, si difendono con tutte le forze principi di amore, fratellanza, uguaglianza, giustizia. Poi, nel tempo, l’impatto con la vita, quella vera di tutti i giorni, disillude. Ci si accorge che il mondo è diverso da come lo si immaginava. Il lavoro, la famiglia, le bollette da pagare, tradimenti, inganni, malattie, morti, ingiustizia, violenza.
Si diventa grandi e si perdono gli entusiasmi. Si passa ad una vita grigia e dura, dove ci si preoccupa solo più di sopravvivere, non più di combattere per un mondo migliore. Non ci si può fidare di chi ha più di 30 anni perché costui ha perso la passione, l’entusiasmo, l’illusione di poter cambiare la società, non crede più possibile realizzare i propri sogni. L’ultratrentenne si adatta alla triste realtà di una misera esistenza in cui conta solo il denaro e il potere.
Solo pochi sopravvivono indenni e paiono degli ingenui adolescenti che ancora credono che questo mondo possa essere migliore.
Indice
Prologo
1. Perché un mondo migliore
2. Rispetto
3. Gentilezza
4. Amore
5. Umiltà
6. Onestà
7. Empatia
8. Libertà
9. Consapevolezza
10. Ricchezza
11. Pace interiore
12. Lo spirito interiore per un mondo migliore
Epilogo
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Lodovico Berra
Vive e lavora come psichiatra e psicoanalista a Torino, la città dove è nato nel 1960.
Ha iniziato ad occuparsi di psicoterapia esistenziale e dei rapporti tra psichiatria e filosofia già alla fine degli anni 80, subito dopo la
laurea in medicina e chirurgia.
Nel 1998 ha fondato la Scuola Italiana di Psicoterapia Esistenziale (SIPE) e nel 2007 l’Istituto Superiore di Filosofia, Psicologia, Psichiatria (ISFIPP) di cui è attualmente direttore.
Ha studiato e si è perfezionato a Zurigo, Ginevra, Parigi, New York, Boston, Los Angeles.
Nel 2015 è stato riconosciuto International Fellow dell’American Psychiatric Association, ed è membro ordinario di numerose società internazionali tra cui la British Association of Psychopharmacology (BAP), la Society for Existential Analysis (SEA), l’American Society of Clinical Hypnosis (ASCH), la Harvard Medical School Postgraduates Association e la International Federation of Daseinanalysis.
È autore di una ventina di libri e di un centinaio di articoli su riviste nazionali ed internazionali nel campo della psichiatria, della psicologia e della filosofia.









