• Medico specialista in Psichiatria , Psicoterapeuta

Psicopatologie

  • I disturbi dell’umore comprendono una notevole varietà di forme quali la depressione nevrotica, la depressione maggiore, la depressione reattiva, la depressione post partum, ecc.. In questo gruppo viene incluso anche il disturbo bipolare, forma in cui si alternano periodi di depressione con periodi di euforia. È importante quindi una corretta diagnosi che consenta una adeguata terapia. Questa può consistere in un intervento di tipo farmacologico e/o di tipo psicologico (psicoterapia).

  • L’ansia può presentarsi in differenti modalità, come una forma continua (ansia generalizzata) in forma acuta (attacco di panico) oppure in rapporto a specifiche situazioni (ansia situazionale). Può essere associata a fobie di vario tipo (agorafobia, calustrofobia,…) e ad una varia serie di disturbi psicosomatici. Esistono diversi tipi di terapia (farmacologica e psicologica) che possono essere scelti in base alle esigenze specifiche dell’individuo e della patologia in atto.

  • Questo disturbo può avere manifestazioni di grado molto variabile, da lievi idee ossessive con rituali di controllo contenuti fino a forme molto gravi, con notevole compromissione della vita sociale e lavorativa. Le ossessioni persistono nell’individuo contro la propria volontà ed impongono comportamenti (compulsioni) che attenuano solo temporaneamente l’ansia. Nelle forme lievi una psicoterapia può aiutare a risolvere i sintomi, con la comprensione delle cause sottostanti. Nelle forme gravi è sempre necessario agire con farmaci specifici, spesso in associazione.

  • La schizofrenia rappresenta il quadro clinico più grave nella patologia psichiatrica, con sintomi che compromettono il rapporto con la realtà, deliri ed allucinazioni. A seconda dei sintomi se ne distinguono varie forme (ebefrenica, catatonica, paranoide,...). Per la gravità del disturbo è sempre necessario l’uso di psicofarmaci (neurolettici) che devono essere scelti e dosati a seconda del caso. A volte può essere utile una psicoterapia di supporto.

  • I sintomi psicosomatici rappresentano la manifestazione corporea (somatica) di un disagio psichico interno. Pertanto non sono tanto da curare i sintomi fisici, se non in modo palliativo, bensì i sintomi psicologici sottostanti. Depressione ed ansia spesso sostengono una sintomatologia somatica molto varia, che può colpire praticamente tutti gli organi. A volte la preoccupazione per una malattia fisica diventa persistente, ossessiva ed insensibile ad ogni terapia, configurando l’ipocondria.

  • Questi disturbi comprendono anoressia, bulimia e obesità. Possono derivare da varie cause di tipo biologico (genetiche, neurochimiche), ambientale (socioculturale, familiare) o psicologico (inadeguatezza, rabbia, aggressività). La complessità delle cause e della sintomatologia rendono spesso necessario un intervento di tipo farmacologico associato ad una psicoterapia. Questa deve indagare e risolvere le cause profonde del disturbo per evitare la sua cronicizzazione.

  • I disturbi della personalità sono anomalie persistenti del comportamento connesse ad una modalità abituale di esperienza interiore, inusuali per l’ambiente socioculturale dell’individuo. Ciò condiziona gravi difficoltà nelle relazioni interpersonali e marcato disagio nell’ambito sociale e lavorativo. Sono identificabili diversi tipi di disturbo della personalità, con differenti possibilità di intervento a livello psicologico e farmacologico.

  • I disturbi sessuali (frigidità, anorgasmia, vaginismo, impotenza, eiaculazione precoce o ritardata,…) possono avere un’origine organica o più spesso derivare da problemi psicologici individuali o della coppia. E’ necessario quindi identificare le cause per poter progettare in modo adeguato un intervento terapeutico. Questi disturbi possono comprendere comportamenti sessuali devianti (esibizionismo, sadomasochismo, travestitismo, pedofilia…) con più profonde alterazioni delle dinamiche psichiche che richiedono una psicoterapia specifica spesso associata a farmacoterapia.

  • Questi disturbi sono caratterizzati da una forte e persistente identificazione col sesso opposto che comporta disagio e malessere nel rapporto col proprio corpo, sentito come non sintonico alla propria identità interiore. È da distinguere dal travestitismo e dall’omosessualità, sebbene ci possa essere l’esigenza ad indossare abiti dell’altro sesso o attrazione verso persone dello stesso sesso. Il percorso terapeutico richiede l’attenta e prolungata verifica delle caratteristiche psicologiche che possano consentire l’inizio di una terapia ormonale ed infine chirurgica.

  • I disturbi del sonno in senso classico possono essere vari e colpire la fase iniziale (addormentamento), la fase centrale (risvegli notturni) o la fase terminale (risvegli precoci). A volte il sonno è di durata normale ma poco riposante, ed è quindi la qualità ad essere compromessa. Questa può dipendere anche dal fatto che durante la notte compaiono incubi e sogni terrifici o crisi di terrore. Al di là delle terapie tradizionali che prevedono l’uso di sonniferi, dovranno in questi casi essere indagate le cause profonde che producono la scarsa qualità del sonno, agendo quindi più a livello psicologico che farmacologico.

  • L’aver vissuto una situazione traumatica (eventi di morte, minaccia di morte, gravi lesioni, violenze fisiche, minacce all’integrità fisica,…) può segnare profondamente la vita psichica dell’individuo e comportare l’insorgenza di disturbi di vario tipo. I sintomi possono consistere in reazioni d’ansia, fobie, depressione, insonnia, incubi notturni, allucinazioni, episodi di flashback, sensazioni di distacco emotivo, depersonalizzazione… Spesso è necessario ricorrere ad una terapia farmacologica che possa aiutare e consentire un intervento psicologico diretto al superamento del trauma.

  • Il disturbo autistico è caratterizzato da una grave incapacità a entrare in relazione con gli altri. Esso può avere alla sua base una alterazione neurobiologica, più raramente solo psicologica, ma in numerosi casi la causa rimane sconosciuta. Esistono diversi gradi di gravità che condizionano differenti livelli di capacità. Non vi è una terapia che vada bene per tutti i bambini autistici e per tutte le età. Ogni caso deve quindi essere analizzato individualmente per poter stabilire il miglior tipo di intervento per quel determinato soggetto.