• Medico specialista in Psichiatria , Psicoterapeuta

Casi Particolari

I Casi Particolari sono situazioni in cui non è diagnosticabile, o non lo è ancora, una precisa condizione psicopatologica, secondo i criteri classici, ma che generano un profondo senso di malessere e richiedono quindi un intervento specialistico.

 

  • La depressione esistenziale è una particolare forma di depressione derivante da riflessioni sul senso e significato della vita e da una conseguente presa di coscienza della nostra realtà esistenziale. Pur comportando una stato di malessere interiore non può essere considerata una forma patologica, ma se non curata può portare a stati depressivi più gravi. E’ quindi importante una sua corretta e precoce identificazione per poter intervenire nelle modalità più opportune, evitando un suo aggravamento e una cronicizzazione.

  • L’angoscia esistenziale è una particolare condizione psicologica da differenziare nettamente dal comune stato di ansia patologica. Essa ha radici filosofiche profonde ed è stata descritta in modo approfondito da filosofi quali Kierkegaard ed Heidegger. Può essere considerato uno stato psicologico caratterizzato da una modificazione dello stato di coscienza e dalla conseguente differente percezione dell’esistenza personale. Come stato psichico deve quindi essere correttamente riconosciuto per consentire un intervento adeguato e risolutore.

  • La crisi esistenziale è uno stato che compare qualora vengano messi in discussione i principali aspetti dell’esistenza di un individuo, quali per esempio il lavoro, lo studio, la famiglia, gli affetti, le relazioni sociali, progetti ed obiettivi, fino al senso stesso della propria vita. Possono esserci momenti tipici di insorgenza delle crisi in relazione alla fase esistenziale: crisi adolescenziale, crisi dei 30-40-50 anni, crisi della maturità, crisi da pensionamento,… Ogni fase critica richiede un diverso tipo di intervento mirato alla ridefinizione del proprio disegno esistenziale e al rinnovamento di obiettivi e progetti.

  • L’angoscia di morte è un sentimento universale, presente in ogni essere umano. A volte è alla base di un grave malessere che può sfociare in sintomi d’ansia e depressivi. In altri casi agisce in profondità, al di fuori della piena coscienza dell’individuo, generando sintomi di cui non pare chiara l’origine. Affrontare e risolvere il rapporto con la morte è un momento fondamentale per ogni essere umano, non solo per chi ne sia obbligato da sintomi, malattie o lutti. Superare l’angoscia di morte è quindi un compito essenziale che richiede una adeguata rielaborazione psicologica ma anche filosofica.

  • È molto importante riuscire ad identificare i primi sintomi che preludono ad un possibile esordio di una schizofrenia. Possono infatti essere riconosciuti una serie di segnali in grado di rilevare la predisposizione all’insorgenza di una conclamata sintomatologia psicotica. Questi possono consistere in sintomi come un vago ma incombente stato di turbamento, inquietudine, senso di trasformazione del mondo, perplessità e sensazione di minaccia. A volte può comparire un senso di vuoto e di insicurezza, un’angoscia profonda con perdita del senso di familiarità delle cose e dell’ambiente circostante. La precoce identificazione di questo stato può consentire un corretto intervento terapeutico che consenta un contenimento o blocco dei sintomi.

  • La crisi dell’identità personale può dipendere da diversi aspetti della vita dell’individuo che comprendono il ruolo nel mondo lavorativo (cambiamento, licenziamento, pensionamento,…) all’interno della famiglia (lutto, separazione, divorzio, maternità, paternità,…) della società (posizione sociale, ambiente culturale, emigrazione/immigrazione,…) o dell’esistenza in generale (senso e scopo della vita). Un adeguato percorso di chiarificazione e di ridefinizione dei propri ruoli ed obiettivi è fondamentale per fornire all’individuo una solida base della personalità, evitando così una possibile vulnerabilità psicopatologica.

  • L’orientamento sessuale, in senso omo o eterosessuale, può a volte essere vissuto con un forte e persistente disagio, insieme a sensazioni di intensa inadeguatezza. Ciò può a volte provocare nell’individuo, oltre a difficoltà nelle relazioni interpersonali, disturbi nel comportamento sessuale (impotenza, frigidità, comportamenti parafilici,…). E’ importante quindi effettuare un adeguato percorso di indagine psicologica per chiarire e risolvere le motivazioni profonde che sostengono il disturbo.

  • Esiste tutta una serie di comportamenti sessuali particolari che per loro caratteristiche possono essere considerati ai confini della perversione. Queste sono condizioni che possono provocare disagio e problemi soprattutto qualora vengano ad avere caratteri particolari. Devono quindi essere indagate attentamente la modalità di manifestazione per poter stabilire interventi specifici e mirati. Queste situazioni possono comprendere per esempio: erotomania, ipersessualità (eccesso di bisogni sessuali), masturbazione compulsiva, anomalo uso della pornografia, atteggiamenti sado-masochistici, alcune forme di feticismo, triolismo, multifilia.

  • Le problematiche legate alla maternità sono numerose e complesse e possono comprendere: difficoltà di concepimento, sterilità, problemi sull’immagine corporea, difficoltà relazionali e sessuali durante e dopo la gravidanza, tocofobia, depressione e psicosi gravidica e post partum, senso di insufficienza sulla maternità. Ogni singolo problema dovrà essere affrontato in modo personalizzato cercando di individuare e risolvere le cause alla base dei sintomi.

  • Spesso si parla di depressione post-partum femminile e molto raramente di quella maschile. Anche per l’uomo la nascita di un figlio può rappresentare un evento difficile, con un mutamento del suo ruolo familiare ed esistenziale in genere. Pare che nel generare la risposta depressiva possano intervenire anche fattori chimici ed ormonali (come un calo del testosterone) finora sottovalutati. Risulta quindi necessario intervenire precocemente anche nel maschio per evitare che la reazione psicologica negativa si aggravi ripercuotendosi sull’equilibrio familiare.

  • Lo stress rappresenta una delle principali cause di disturbi psicosomatici, agendo ad un livello biologico neurotrasmettitoriale e ormonale. Le cause di stress possono essere varie e numerose, e derivare da situazioni lavorative, familiari, relazionali, sociali. E’ fondamentale una sua adeguata prevenzione e gestione per evitare che si producano danni irreversibili a livello organico (quali ipertensione, infarto, ulcera gastrica). Questa può essere effettuata attraverso l’uso di tecniche specifiche e personalizzate quali il training autogeno, l’ipnosi, la meditazione o una terapia psicologica di supporto.